Transcendence

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Portrait of the Writer as a Transcendent

Senza rovinare il godimento del film a chi non l’ha ancora visto, vorrei parlare dell’attualità di alcuni aspetti del progresso tecnologico trattati nella narrazione di Transcendence, film di fantascienza (ma poi non così fanta-) sulle frontiere dell’intelligenza artificiale.

Le nuove conquiste e le nuove possibilità che si susseguono in modo estremamente rapido in Internet trovano da un lato entusiasti sostenitori (in particolar modo chi vi intravede ottime possibilità di guadagno), ma dall’altro cominciano a suscitare qualche inquietudine.

Molto comode, ma, appunto, leggermente inquietanti, per esempio, le App Google Now e My Answers: la prima ti fornisce delle risposte prima ancora che tu ponga la domanda (creepy!), in base alla storia delle tue ricerche ed alla posizione geografica in cui ti trovi; la seconda incrocia i dati di Gmail, Google Calendar, Google + e Google Drive per fornirti rapidamente tutte le informazioni relative, per esempio, alla vacanza che stai trascorrendo.

Oggi non c’è attività che facciamo online che non lasci traccia e tutti questi pezzetti d’informazioni che seminiamo qui e là possono essere raccolti e formare un profilo personale molto preciso. Come sempre, il punto non è la nocività dello strumento, ma la correttezza e gli intenti di chi lo utilizza.

Che fare? Posto che indietro non si torna, bisogna vedere se è possibile imporre delle regole sulla raccolta e l’utilizzo dei dati o se informare gli utenti dei rischi sempre maggiori connessi all’utilizzo della Rete e delle precauzioni che si possono prendere.

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