Il Discorso di Strasburgo

MatteoRenziSì, è vero, il discorso di Renzi al Parlamento Europeo fa ridere, avrebbe dovuto prepararsi meglio o lasciare che l’interprete facesse il suo lavoro (cfr. post su nuovoeutile.it), ma bisogna apprezzare il coraggio di mettersi in gioco (Renzi ha sempre ‘sta fissazione del “metterci la faccia”) e lo scoppiettante blablabla tirato fuori per concludere il discorso, e senza arrossire!

Se da un lato m’associo a coloro che sostengono che potrebbe evitare di riempirsi la bocca con tutti quei termini inglesi che ama adoperare, visto che in realtà si tratta di una lingua che non conosce poi molto e che il vocabolario italiano è sufficientemente ricco, dall’altro plaudo al tentativo di rivolgersi ad un consesso internazionale in maniera non provinciale.

Ricordo che fino a non molti anni fa nessun esponente del governo italiano parlava inglese – credo che il primo sia stato il ministro Frattini – e agli ostacoli linguistici si sono aggiunte, negli ultimi due decenni, delle imbarazzanti cadute di stile che sicuramente non hanno fatto bene all’immagine dell’Italia nel mondo.

Uno scivolone così ci può stare, fa anche simpatia, ma speriamo convinca il Matteo ad usare di più l’italiano e meglio l’inglese.

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