Stop al guest blogging

TastieraCos’è, in breve, il guest blogging? Si tratta di articoli postati su blog non propri, che portano all’ospitante il vantaggio di avere il proprio blog sempre aggiornato con nuovi contenuti e all’autore ospitato il beneficio di una maggiore visibilità sul Web insieme alla possibilità di inserire dei link diretti ad eventuali aziende clienti.

Sembrava che il guest blogging, evoluzione dell’article marketing, fosse la grande onda da cavalcare, ma un paio di giorni fa è arrivata la doccia gelata: Matt Cutts ha cinguettato

“Today we took action on a large guest blog network. A reminder about the spam risks of guest blogging: http://goo.gl/cnkoFA

Il link rimanda ad un suo post del 20 gennaio nel quale deprecava la piega “spammy” che ha preso il guest blogging e ne sanciva il definitivo declino, diffidando i Search Engine Optimizers dall’adottarlo quale strategia di link building.

Pare che i provvedimenti siano stati presi nei confronti di MyBlogGuest, che infatti è vertiginosamente precipitato nel ranking, e probabilmente anche nei confronti dei singoli pubblicisti ospiti.

Che significa tutto ciò? Che non bisogna pensare di poter gabbare il grande G per scalare il ranking calpestando le regole di qualità.

Leggibilità e ranking

search engine readibilityNel post del 20 gennaio su SEJ Holly Hartzenberg sottolinea l’importanza di non farsi condizionare, per i curatori di contenuti Web, dagli esiti dei test di leggibilità forniti da vari strumenti online.

La leggibilità, insieme a grammatica ed ortografia, di un testo pubblicato online pare sia una delle caratteristiche che Google prende in considerazione nell’assegnazione del rank; tuttavia, i criteri seguiti dagli strumenti di “misurazione di leggibilità” sono meramente quantitativi (premiano il minor numero di parole per frase e il minor numero di sillabe per parola) e, per quanto la sintesi sia una delle caratteristiche più apprezzabili in un testo online, non sempre sono sufficienti a descrivere la disponibilità con la quale un contenuto si presta alla lettura.

Questa limitata aderenza alla reale fruibilità di un testo vale ancor più per la lingua italiana, che annovera una nutrita presenza (forse la maggioranza?) di parole di più di due sillabe e che predilige frasi articolate piuttosto che secche.

L’indicazione finale per il webwriter è quella di scrivere per gli esseri umani e non per i motori di ricerca:

“In un mondo Hummingbird, è molto più importante fornire un’esperienza di qualità, coinvolgente e adatta al pubblico di riferimento.”